Cambio di alloggio
Finalmente è arrivato il momento di cambiare alloggio. Dopo due settimane passate nella rumorosa Kings Cross, mi sposto dall’altra parte della città, in una più tranquilla zona chiamata Pyrmont. In queste due settimane ho fatto diverse nuove amicizie grazie alla vita di ostello. Koreani, spagnoli, chileni e francesi facevano parte tutti di questo nuovo gruppo creatosi nelle zone comuni. Ho scambiato il mio numero con tutti quindi credo che li rivedrò presto.
Venerdì siamo andati in un locale di Kings Cross, giusto per vedere come si svolgono i weekend da queste parti, e dopo giusto 10 minuti arriva una che mi chiede se sono sposato. Ovviamente le dico di no, ma lei insiste affermando che io sono sposato e che porto la fede. Ora, solitamente io ho anelli nell’anulare, ma quella sera dopo il lavoro non li ho messi, quindi non ho proprio idea di perchè questa si è messa in fissa. Fatto stà che questa ragazza si buttava contro di me, grandi sconti a Kings Cross, ma con le mille donzelle da 10 che ci sono qui, l’unica mezza cessa a me. Le dico che ho da fare e “See Ya!”. Torno dai mie nuovi amici che nel frattempo si sono adeguati al locale e stanno finendo la loro seconda pinta di birra. La serata continua in allegria, con le scarpe attaccate al pavimento come sempre accade quando in un locale si è versato troppo alcool. Sabato e domenica riposo.
Lunedì dopo il lavoro mi sono mosso verso la mia attuale dimora. Una casa condivisa in uno dei tanti palazzi di Pyrmont. E’ una casa non tanto grande, ma con alcuni punti a suo favore, quali la piscina, la palestra e la mia compagna di stanza francese. Si è presentata, ma come sempre succede si è più concentrati a dire il proprio nome che ad altro…quindi ancora non ho ben capito qual’è il suo nome, mi pare che sia Lassie, non vorrei sbagliarmi.
Oltretutto non ho dovuto prendere il taxi per spostarmi, ma è venuto direttamente il boss dell’appartamento a prelevarmi, così da farmi risparmiare sulla corsa. Parlando in macchina è venuto fuori che io scrivo applicazioni per iPhone/iPad/iPod e lui stava cercando proprio un programmatore per dispositivi Apple. Mi dice che verrà a trovarmi nel fine settimana per parlare di una possibile applicazione da sviluppare, e che se tutto fila liscio mi presenterà ad altri imprenditori interessati. I casi della vita.
Del mio favoloso ( -.-’ ) lavoro da lavapiatti non ne voglio parlare. Dico solo che dovrò fare una settimana in più del previsto, che dopo aver ricevuto i preventivi delle scuole di inglese e aver scoperto che costano esattamente il doppio a settimana di quanto pensavo, mi sono fatto due conti e ciò mi porterà a fare 3 settimane da lavapiatti, sperando di non doverne fare 4.
Piatti… Piatti ovunque
E ho cominciato a lavorare. Fondamentalmente faccio il lavapiatti/lavapentole/lava-qualsiasi-cosa in un ristorante di hotel in centro città che ha aperto proprio questa settimana. Già vedo mia madre ridere, mentre mi immagina davanti i lavabi, io che mi lamentavo sempre quando era il mio turno di lavari i piatti a casa.
E’ un lavoro in regola, ma non ho dovuto proprio firmare un contratto, giusto mettere i miei dati per le tasse e le coordinate bancarie, così che possano pagarmi ogni due settimane. Ed io che avrei preferito lavorare cash-in-hand così da avere più liquidi e non doverli dividere con lo stato australiano, ma vabbè…i 20$/h diventano 16 netti, ma almeno recupero facendo diverse ore più di quelle che mi avevano detto all’inizio. Infatti avrei dovuto fare dalle 10 alle 16, ma è giorni che finisco quando ormai è sera.
Ma poi, devo proprio capire com’è possibile che si riescano a sporcare così tante pentole e piatti. Non riesco a comprenderlo. Oggi per esempio abbiamo avuto esattamente 9 persone per pranzo e io non mi sono mai fermato in 8 ore, mai…Cioè….se fossi a casa e dovessi far da mangiare per 9 persone sporcherei esattamente 4 pentole ( se proprio si vogliono fare le cose in grande ), 9 piatti e 9 bicchieri. Stop.
Non è neppure un lavoro che ti permette di far navigare la mente, no, la creatività si perde nello scrostare, pulire e spazzolare. Ma non posso certo lamentarmi, devo solo resistere questa e settimana prossima, giusto quel tanto per guadagnare abbastanza per pagarmi il corso d’inglese e magari qualche settimana di affitto. Infatti ho già detto alle chef che venerdì prossimo sarà il mio ultimo giorno perchè devo iniziare i corsi che saranno al mattino e al primo pomeriggio, lui mi ha chiesto a che ora finivo e se riuscivo ad andare dopo i corsi, io ho risposto che devo ancora organizzarmi e che gli rispondo settimana prossima, ma credo proprio che sarà una risposta negativa. Adesso come adesso non sento tanto la necessità di risparmiare, ma giusto di non andare in perdita, quindi non spendere nella settimana più di quanto guadagno. Con ciò, una volta pagato il corso mi basterebbe mantenere un lavoretto nei weekend per riuscire a pagare l’affitto, la spesa e magari qualche uscita.
Ma sono passati solo 10 giorni da quando sono in questo paese, e ho già trovato un lavoro, un lavoretto nei weekend, rifiutato alcune proposte, fatto diverse interview per posti un pò più nel mio settore, conosciuto un sacco di gente e molto altro. Quindi chi lo sa cosa accadrà domani….Ah no, domani ci sono 40 coperti…Facciamo, chi lo sa cosa accadrà dopodomani…
See ya!
Jobs
Questi che vedete sono i primi 200 dollari australiani guadagnati dal sottoscritto, ma andiamo con ordine. Dopo le due interview di venerdì decido che è anche ora di cercare dei lavori più umili e casual, giusto quel tanto che mi permetta di vivere e trovare un alloggio decente. Sabato mattina, mentre in stanza ancora tutti stanno dormendo visto la serata di follia che si sono concessi, io mi metto una tuta, trovo una scusa per fare più rumore possibile in modo tale da rovinare il sonno ai miei compagni di stanza ( così imparate a svegliarmi alle 5!! ) e scendo nel piano terra dell’ostello dove ci sono i vari computer a disposizione.
Decido che non ho voglia di mettere a mandare CV in giro per questi lavori dove non serve neppure un minimo di preparazione, quindi scrivo qualche riga su Gumtree.com.au ( sito per chi cerca lavoro o lavoratori ), dicendo che sono italiano, laureato, ho la WHV e che sono in cerca di qualsiasi cosa, metto una bella foto e dò in pasto la mia persona ad internet.
Passa qualche ora e ricevo un messaggio, di uno che mi chiede se voglio lavorare in una discoteca nella serata. Rispondo di si. Tempo medio per trovare un casual job = 180 minuti. Passano altri 20 minuti e ricevo un’altro messaggio, mi chiedono se ci sò fare con le mani per fare massaggi, rispondo che sono un mago, e mi da le info per andarlo a trovare in settimana. Non sò perche, ma credo di essere entrato involontariamente nel mondo della prostituzione. Passa qualche altra ora e mi arriva un messaggio da un privato chiedendomi se conosco Linux/Ubuntu e se posso fare assistenza per mezza giornata. Ovviamente si. Nel frattempo si fanno le 8.00 di sera e io devo cominciare il mio primo casual job alle 9.00. Mi preparo e vado.
Il club si trova esattamente a 100 passi dall’ostello, quindi arrivo in perfetto orario. Mi spiegano cosa dovrò fare, fondamentalmente prendere tutti i bicchieri che la gente lascia in giro e portarli al bar per buttarli nella lavastoviglie. Easy.
E’ un disco club piccolino chiamato “Beach Haus”, bello e con staff giovane. Comincia a rimpirsi verso le 11.00 e da quel momento sono entrato in un altro mondo. La prima cosa che noto è che la selezione all’ingresso funzione, nel club ci sono più ragazze che ragazzi e la cosa è un bene, la seconda è che bevono tutti come spugne e quindi la festa entra nel vivo immediatamente. Raccogliere bicchieri è un lavoro a tempo pieno, la gente appena finisce un drink ne ordina subito un altro, fino a dover andare in giro con un cestello per quanti bicchieri tiro su ad ogni giro. Ovviamente devo anche occuparmi di tutti quelli che cadono e si rompono, e quindi prendere paletta e tirarli su in modo che se la gente cade non si ferisce. Quando mi hanno spiegato quello che dovevo fare mi sembrava troppo easy, ma non mi sono mai fermato e la stanchezza di tutta la giornata si è fatta sentire. Oltretutto ho visto scene incredibili, e non parlo solo di balli al limite dello strip tease o alla poligamia generale, ma delle due modelle lesbiche nella bottle area troppo indaffarate a baciarsi come se non ci fosse un domani, alla ragazza che ho salvato mentre stava scivolando a terra che mi abbraccia e mi dice: “I love you, You’re my hero!” ai corpi perfetti che si muovevano a ritmo di musica nella dance floor e alle ragazze che ho conosciuto grazie al fratello del proprietario del locale, una delle quali continuava a guardarmi. Bella, bionda, occhi chiari e fisico tonico, uno standard da queste parti. Se sarò chiamato a fare altre serate vediamo di approfondire l’amiciazia…Non sò se mi spiego.
Stà di fatto che ho finito verso le 5.30 del mattino, ho guadagnato questi 200 dollari e ci sono buone possibilità che venga chiamato per fare altre serate, e la cosa non è un male. Olè! i miei primi guadagni australiani!!
Domenica sera mentre ero sdraiato nel letto a guardare un film in lingua inglese ( American Pie Reunion ) sento il telefono squillare. Ecco spuntare una nuova opportunità, mi dicono che ci sono posti di lavoro disponibili in un ristorante di un hotel proprio in centro città e di passare il giorno dopo in mattinata per parlarne.
Questa mattina ovviamente vado a vedere di cosa si tratta, in pratica è un lavoro come kitchen hand ( sguattero da cucina tutto fare ), 6 ore al giorno per 5 giorni la settimana. E’ sicuramente qualcosa, mi danno una buona paga e mi permette anche di continuare con il lavoretto nel club.
Domani si vedrà, nel frattempo mi vivo la giornata.
See ya!
Interviews
Giusto ieri vi dicevo che questa mattina mi sarei messo a spedire CV, ed è quello che ho fatto. Mi alzo verso le 8.00 ,dopo aver fatto colazione prendo il Macbook, vado nei vari siti dove ieri sera ho visto che ci sono gli annunci e comincio. L’idea di partenza era quella di cercare qualche lavoretto casual come cameriere, runner, o qualsiasi altra cosa giusto per pagarmi una stanza dove dormire e magari riuscire a seguire il corso di preparazione per l’ielts, che è un certificato internazionale di conoscenza della lingua inglese. Però, visto che tentar non nuoce, i primi CV che ho mandato sono stati tutti per lavori in settori informatici, giusto per provare e vedere come va.
Ne spedisco uno, spedisco anche il secondo, fino ad arrivare al sesto. Stavo per mandarne una copia pure alla settimana azienda quando il mio cellulare comincia a squillare…”Numero sconosciuto”… Rispondo….
Ahiusiasdanianndai…ashidasnansi…curriculum……dsabidsan iniasnda….interview…..dgsauybnadgfaua…..mail…..hasbdhuanfuasa…..working holiday visa holder?…..udnhfanudsgfkaas
Questo è stato più o meno quello che ho capito…Io da bravo come sono nel dubbio rispondo : “yes of course” a tutto, solo perchè rispondere “Lisbona” o con una pernacchia non mi sembrava il caso… Guardo la mail e c’è un indirizzo, e mi chiedono se posso passare in mattinata, all’ora che preferisco. Chiedo se per le 12.00 va bene e dicono di si…
Riattacco e penso…”Oh cazzo! e ora?”….Stò per tornare al computer quando ecco che il telefono comincia a suonare nuovamente e nel mio iPhone ricompare “Numero Sconosciuto”…forse vogliono disdire.
Invece no, è un’altra azienda. Questa volta faccio richiamo a tutta la mia concentrazione e riesco a capire che pure questi vogliono farmi un colloquio. Come da prassi, lasciano la mail con l’indirizzo e dicendomi che posso passare quando voglio in giornata..
Vedo che questi due uffici non sono poi tanto distanti tra di loro e chiedo se per le 13.00 andava bene. rispondono di si..
Bene, sono quasi le 10.00, doccia veloce, e via.. Per prima cosa Starbucks, poi passo dalla banca a prendere la mia debit card ( uguale alla nostra credit card ), e mi metto a girare un pò per il centro, cercando di pensare a delle risposte adatte alle eventuali domande, magari in inglese…
Mi presento alla prima azienda con un pò di anticipo, e due ragazzi cominciano a farmi l’interrogatorio. Oltretutto hanno un accento strano e parlano alla velocità della luce.. Io in qualche modo ( gesticolare è una gran cosa! ) riesco a spiegarmi, ma loro in realtà sono più propensi verso persone con una permanent visa e con una conoscenza dell’inglese maggiore. Mi dicono che in caso mi fanno sapere settimana prossima e mi salutano. Non ho tempo neppure per pensare che è ora del secondo colloquio.
Arrivo giusto in tempo e qui invece è solo una persona a svolgere l’interview, mi chiede dei precedenti lavori svolti, e vedo questa persona prendere veramente in considerazione la possibilità di un lavoro per me, informo il ragazzo che con la WHV non posso lavorare per più di 6 mesi per lo stesso datore di lavoro, lui mi chiede se tra i miei progetti c’era quello di chiedere il visto lavorativo attraverso lo sponsor, io rispondo che sono in australia da 4 giorni e che non escludo nessuna possibilità. Mi stupisco di non aver fatto scena muta, ma sono consapevole che qualche cazzata è uscita fuori, ma non ci voglio pensare. 
Mi chiedono quanto vorrei di paga…cioè…seriamente…di solito non sono loro che ti dicono quanto sono disposti a darti? Ma forse questo accade in Italia. Sparo una cifra, guardo negli occhi l’interlocutore e mi sembra vada bene. Altre due chiacchiere e arrivano i saluti, mi dice che mi fa sapere settimana prossima perchè ha appena messo l’annuncio online e dovrà vedere anche altra gente, ma di star tranquillo che comunque mi chiama anche nel caso non sia adatto al lavoro.
Esco dall’ufficio, faccio 300 metri ed ecco che suona il telefono. E’ nuovamente l’intervistatore, che mi chiede se posso tornare in ufficio. Questa volta ad attendermi c’è un’altro ragazzo, che mi fa le stesse identiche domande. Dopo altri 20 minuti di sofferenza linguistica esco nuovamente.
Prendo il fatto che mi abbiano chiamato nuovamente in ufficio come una cosa positiva, quindi decido di premiarmi andando a Bondi Beach, ma di questo ne parliamo domani ok?
Walking Around
Non camminavo così tanto dai tempi di New York, ma almeno là avevo al decenza di prendere la metro ogni tanto. Qui no, se penso ai mezzo pubblici vengo pervaso dai sensi di colpa. Sapete Sydney è una città costruita a misura di obesi dove però tutti sono magri. Strade a mille corsie, marciapiedi larghissimi, distanze infinite e sono tutti malati per il fitness. Si trova a tutte le ore qualcuno che corre per strada, nei parchi, forse anche dentro i caffè, chi lo sa.. L’altra sera stavo tornando in ostello dal centro, ad un incrocio ecco una ragazza sui 20 anni in un completo abbigliamento da running, pantalocini attillati, canotta running che non trattiene il sudore e scarpe da ginnastica. Appena il semaforo per i pedoni dà il verde eccola che con una camminata veloce parte. Io in quel momento avevo il sensore della Nike+, quindi provo a tenere il passo…lei va sui 7’50” a km, mentre la mia camminata tipica è verso i 10’20”…Sono proprio fuori forma, ed ecco il perchè mi vengono i sensi di colpa se penso ad un bus…
Stà finendo in questo momento il mio quarto giorno qui a Sydney,ma il primo non andrebbe considerato visto che ero intontito dal viaggio… Stò alloggiando in uno dei mille ostelli a Kings Cross, una delle zone più pittoresche che abbia mai visto, e per pittoresche intendo pieno di locali notturni, bordelli e ostelli, come se queste tre cose andassero a braccetto…Non so voi, ma io questa sera vado in un pub dove c’è il “topless thursday”, quindi credo che ci abbiano azzeccato!
Cosa posso dire? Nel giro di due giorni sono riuscito a fare tutti i documenti necessari, quali TFN, conto bancario, medicare e numero di telefono. Avevo letto da qualche parte che bisognava andare pure con il foglio stampato della working holiday visa all’ufficio immigrazione per fare delle pratiche, ciò è falso!! Considerate che io ci sono andato, prima di entrare mi sono accorto che con me non avevo i fogli stampati della working holiday visa e quindi sono tornato in ostello a prenderli per poi tornare all’ufficio immigrazione per farmi dire che ero apposto e non dovevo fare niente…
Per il medicare mi sono fatto la fila e nel giro di 10 minuti esatti mi hanno fatto la copertura sanitaria e dato un numero provvisorio, stessa cosa per il TFN, che si può fare comodamente online, anche se ti rechi nell’ufficio dell’ATO, loro ti fanno sedere davanti un computer…true story!
Ho aperto anche un conto Commonwealth, fatto anche questo nel giro di 20 minuti in una delle loro mille sedi. E’ impressionante come sia facile aprire un conto bancario da queste parti, basta un’unica firma e se dichiarate di essere studenti non ci sono fee mensili. Quando ho aperto il mio conto presso l’Unicredit ne avrò fatto una decina. E non fate come me, non portatevi troppi contanti dall’Italia, che nel cambio ci si perde sempre qualche (forse troppo) soldo. Piuttosto fatevi fare un bonifico dall’Italia, è sicuramente la soluzione migliore.
Ora c’ho il problema che con la sim australiana non riesco a connettermi alla rete 3G, sono andato in un centro Yes Optus ( compagnia telefonica) a chiedere come mai, e neppure loro lo sanno…cazzo! questo devo risolverlo in qualche modo!
Per il resto in questi giorni ho fatto il turista, quindi ho visto ovviamente l’Opera House ( c’è il wifi gratis ), ammirato il mastodontico Harbour Bridge, perso nel Botanic Garden, percorso tutta George Str, Market Str, Oxford Str e quasi tutte le Str e Road che ci sono nel centro della city, entrato nel casino al The Star, fermato a riposare sotto il sole a Darling Harbour, visto Chinatown, il Paddys Markets…e…. e il tutto a piedi….
Sono tutti luoghi che meritano un post dedicato, quindi “stay tuned!”..
Per quanto riguarda ricerca di lavoro e alloggio, ho giusto tirato giù qualche contatto e cominciato a fare qualche ricerca… Devo dire che la mia più grande paura è proprio non riuscire a trovare qualcosa,intendo qualsiasi cosa che mi permetta di sopravvivere in questa città, perchè è tanto bella quanto cara. Domani mattina mi sveglio presto, faccio riposare i piedi e mi metto davanti un computer a spedire CV come se non ci fosse un domani… Oltretutto ho l’ostello pagato fino al 10, e per quanto non sembri complicato trovare un alloggio, vorrei evitare di trovarlo a Bondi Beach per poi magari andare a lavoro a Pyrmont, il primo lontanissimo dal secondo…Quindi o rimango qualche altro giorno qui oppure dovrò inventarmi qualcosa.
Bene ora vado che c’è una ragazza nuda in camera…ma questa è un’altra storia.
Eccomi
Ed eccomi qua!!
Un viaggio lunghissimo, tra scali, controllo bagagli, controllo passaporti e zaino pesante da portarsi appresso.. Per non parlare del fatto che non ho chiuso occhio durante tutte le ore di aereo, o meglio, qualche ora sono pure riuscito a dormirla ma a intervalli irregolari, quindi magari mi facevo un pisolino di 20-30 minuti ogni due orette. Venezia-Dubai-Bangkok-Sydney.
Ma vogliamo parlare dell’aereoporto di Dubai?? Una cosa a dir poco mastodontica. Ho provato a fare il terminal da parte a parte, ma sono arrivato alla conclusione che e’ un ciclo infinito. Centinaia di negozi, caffe’, ristoranti, ecc..
E fino a Dubai nessun problema, traumatiche sono state tutte le ore da Dubai a Sydney con scalo a Bangkok. Trovare la posizione giusto per rilassarsi e chiudere gli occhi e’ una battaglia persa..Non esiste!! Oltretutto se c’e’ un indiano che ride come un matto guardando una serie tv e ti sveglia non appena magicamente avevi iniziato il tuo viaggio con morfeo, ecco le 14 ore piu’ difficili di sempre.
Ora mi trovo in ostello e sonno e fuso orario si danno il cambio per prendermi a schiaffi. Sto’ aspettando le due di pomeriggio per fare il check-in, andare in camera e svenire. Questa sera penso che andro’ alla baia a vedere il Sydney Harbour Bridge e l’Opera House.
See ya!!
Preparazione
Eccoci qui a scrivere il primo post di questo blog dedicato alla mia avventura australiana. Mancano poco meno di 10 giorni alla partenza e posso dire di essere quasi pronto!
Passaporto, Working Holiday Visa, patente internazionale,bliglietti aerei,ostello, documenti di laurea, traduzione curriculum in formato australiano, guida turistica di 5 kg, acquisto massiccio di calzini.
• Primo passo: Working Holiday Visa (costo 210 euro). Solitamente viene accettata entro le 24 ore e ti permette avere un anno di tempo per entrare in suolo Australiano e da quel momento hai un visto della durata di 12 mesi.
• Secondo passo: acquisto biglietto (costo variabile, sui 1000 euro a/r). Il punto di non ritorno! Una volta preso il volo ormai si è certi della partenza. Consiglio di prendere sia andata che ritorno, ed in caso cambiare il ritorno pagando una penale di 100 euro.
• Terzo passo: patente internazionale (costo 40 euro). Non è fondamentale, ma sempre meglio averla, no?
• Quarto passo: ostello. (dai 20 ai 30 euro a notte). Sapere dove passerai le prime notti è importante.
Ecco, ora vado..

